L’incremento della produttività aziendale attraverso soluzioni innovative

L’aumento della produttività individuale, la riduzione dei costi del personale oltre a generici benefici sull’intera società, possono essere perseguiti anche attraverso l’utilizzo di istituti contrattuali come il telelavoro o ad innovazioni organizzative che possono, nel caso più estremo della flessibilità oraria e di luogo di lavoro, spingersi fino allo smart working.

Innovation 2 modRisparmiare il tempo di viaggio per raggiungere il luogo di lavoro, avere le proprie comodità, conciliare l’assistenza familiare (baby sitter, anziani o diversamente abili) o per soddisfare bisogni strettamente personali, sono aspetti positivi che toccano la sfera del collaboratore; l’assenteismo, l’utilizzo “improprio” di alcuni permessi, le assenze improvvise, la richiesta di utilizzo delle ferie e permessi maturati, i periodi relativi alla maternità ed all’allattamento, sono diritti dei lavoratori che provocano, molto spesso, dei disservizi aziendali, traducendosi in una perdita di produttività e quindi di fatturato.

L’utilizzo corretto del telelavoro, che è un istituto contrattuale regolato ormai da molti CCNL di categoria, ed una buona capacità organizzativa, potrebbero ridurre notevolmente queste disfunzioni, producendo vantaggi per entrambe le parti in causa. Certo, non tutte le mansioni possono essere svolte da casa ma, sicuramente, molte di quelle che utilizzano quasi esclusivamente un pc, una connessione internet ed un telefono.

Occorre riflettere sul rapporto tra presenza fisica e produttività: siamo sicuri che tutti i presenti suoi luoghi di lavoro stiano lavorando? Siamo sicuri che tutti siano produttivi? Invece, indagini statistiche sul telelavoro, evidenziano che chi utilizza questo istituto, lavora di più e risulta essere più produttivo di quando è in ufficio: questo è spiegabile dal fatto che non vi è un orario di lavoro da rispettare ma obiettivi da raggiungere. Il concetto innovativo è proprio quello del lavorare per obiettivi e parametrizzare parte della retribuzione al raggiungimento di questi.

L’obiettivo è ottenere un’organizzazione aziendale flessibile, dove le risorse lavorino per obiettivi e non ad orario; è la flessibilità giusta da ricercare e da sostituire a quella errata inseguita in tipologie contrattuali o, pseudo tali, come i co.co.pro, i co.co.co, i lavori a tempo, a chiamata ed altro, che se da un lato riducono i costi sul personale, dall’altro, producono precariato, demotivazione al lavoro, ricerca di nuove opportunità e generano quelle situazioni nelle quali si è presenti sul luogo di lavoro solo fisicamente ma non mentalmente. Il tutto si traduce in un alto turnover delle risorse, in tempo sprecato nella formazione, in un negativo clima aziendale ed infine sulla riduzione della produttività.

A partire dagli anni 2000, nel nostro ordinamento, sono state introdotte norme ed agevolazioni finanziare, sia nazionali che regionali, utili a finanziare i costi del telelavoro ed attualmente anche dello smart working. I riflessi sui benefici sociali che si avrebbero grazie alla riduzione del traffico, dello smog, ed all’aumento del benessere generale sarebbero tanti.

Autore: Vincenzo Perrone

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