La conciliazione vita-lavoro come principio cardine per attrarre e trattenere i talenti

In una ricerca presentata a Milano lo scorso 15 aprile da Randstad, player mondiale nei servizi per le risorse umane, è emerso che la possibilità di avere un equilibrio fra vita professionale e privata rende più appetibile un’impresa per i potenziali lavoratori.
L’indagine (qui l’infografica e il testo integrale) è stata resa nota in occasione del Randstad Employer Brand 2019, attraverso cui sono state premiate le aziende ritenute più attrattive dall’opinione pubblica ed è stata effettuata a livello mondiale, coinvolgendo 32 Paesi, oltre 200.000 intervistati e 6.162 aziende. In Italia le interviste si sono svolte fra dicembre 2018 e gennaio 2019, interessando un campione di 7.700 persone (classificate per genere, età, scolarità, regione e situazione lavorativa) comprensivo di lavoratori, studenti e non occupati.
Per il 53% degli intervistati in Italia, l’elemento più ricercato in un potenziale luogo di lavoro è la conciliazione vita-lavoro, anche se con 2 punti percentuali in meno rispetto al 2018; segue l’atmosfera di lavoro piacevole (52%), una buona retribuzione e benefits (47%), la sicurezza del posto di lavoro (46%), la visibilità del percorso di carriera (37%), la solidità finanziaria (34%), una buona formazione (32%), la possibilità di forme contrattuali flessibili (30%), il contenuto interessante del lavoro (27%), l’ubicazione (24%), una buona reputazione (21%), l’uso delle tecnologie più recenti (18%), la responsabilità sociale d’impresa (17%), l’ottima gestione (17%), la creazione di prodotti di qualità (15%), l’inclusione delle diversità (14%).
Le donne danno maggiore importanza all’atmosfera di lavoro esistente (57% contro il 47% degli uomini) e al work-life balance (55% contro il 51% dei colleghi); gli uomini, subito dopo l’equilibrio fra lavoro e vita privata, preferiscono una buona retribuzione e la possibilità di ottenere benefits (48% contro il 47% delle donne) e sono meno interessati alla sicurezza del posto di lavoro rispetto alle colleghe (44% degli uomini rispetto al 47% delle donne).
Tuttavia, le persone intervistate hanno la percezione che le imprese non offrano in modo prevalente ciò che loro cercano: equilibrio fra vita professionale e privata, atmosfera di lavoro piacevole, retribuzione e benefits sono risultati agli ultimi posti nella scala di percezione dell’offerta del datore di lavoro; mentre, ai primi posti, sono emersi solidità finanziaria, buona reputazione e utilizzo delle nuove tecnologie.
Queste ultime, certamente importanti e alla base della sopravvivenza di un’impresa, non bastano per attrarre nuovi talenti e per una efficace employee retention. Puntare con decisione sul miglioramento del work-life balance in primis, sulla creazione di ambienti di lavoro accoglienti e piacevoli e su politiche retributive adeguate sono le carte vincenti sulle quali ogni impresa dovrebbe puntare per crescere, affermarsi sul mercato e avere al suo interno dipendenti motivati e felici.

Caterina Del Po

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