Giovani e lavoro: il fenomeno della fluidità occupazionale

Nel corso degli ultimi anni, anche a fronte della crisi economica e sanitaria che ha interessato la nostra nazione, numerosi studi hanno focalizzato l’attenzione sul rapporto tra giovani e lavoro, dimostrando come esso risulti essere profondamente cambiato sia riguardo la centralità che il lavoro ha nelle loro vite, sia riguardo i significati che essi vi attribuiscono e che mettono radicalmente in discussione la visione tradizionale del lavoro in Italia.

Dopo l’esperienza dello smart working, l’approccio si è radicalmente trasformato, rivelando le notevoli possibilità che offre il lavoro agile nella ridefinizione, non solo della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, ma ha anche fatto emergere i limiti di un sistema produttivo e sociale legato a dinamiche del passato e, dunque, non più in linea con le nuove competenze, desideri e aspettative delle nuove generazioni.

In un recente articolo pubblicato da Huffington Post, si è osservato come i giovani sembrano non accontentarsi più del primo impiego che viene loro offerto, ma sono sempre più alla ricerca di un contesto maggiormente accogliente e soddisfacente da un punto di vista umano e in grado di garantire maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro. Le aziende, pertanto, dovrebbero adeguarsi al nuovo paradigma, non solo con l’obiettivo di attrarre i giovani talenti, ma anche di trattenerli. 

Il dato più rilevante riguarda il forte incremento delle dimissioni volontarie da parte di giovani neoassunti in mansioni impiegatizie, soprattutto dopo la pandemia: da un lato aumentano le occasioni e le offerte di lavoro, soprattutto per le professioni che operano nel digitale, ma dall’altro lato c’è una fuga in atto nella direzione opposta.

 Gruppo di persone che elaborano business plan in un ufficio Foto Gratuite

Nella cornice dei cambiamenti politici e sociali che stanno conducendo ad una società caratterizzata dalla fluidità in contesti disparati, ciò a cui stiamo assistendo è un vero e proprio fenomeno di fluidità occupazionale. Differentemente dal passato, il lavoro non costituisce più l’elemento determinante nella costruzione dell’identità dei giovani, ma rappresenta spesso un momento di transizione, uno strumento attraverso cui sperimentare, apprendere, crescere ed esplorare nuove strade all’interno di percorso con mille direzioni e nessun punto di arrivo prefissato. 

Ma non dimentichiamo che vi è anche un tema di precarietà introiettata: quello che per molti anni è stato un elemento di grandissima debolezza che ha colpito i giovani del Paese si è trasformato in un fattore di “coraggio“. Abituati alla mancanza di certezze lavorative, prigionieri di luoghi di lavoro negativi dal punto di vista umano e relazionale, privi di stipendi dignitosi, i giovani (e non solo) non hanno più paura del cambiamento che hanno scelto loro, ma lo agiscono come leva per cercare di rendere le loro esistenze migliori, più dignitose e in linea con i propri desideri. 

Come ha scritto bene Bauman, è “una fluidità esperienziale prodotta dalle continue transizioni tra diverse attività e ruoli sociali che la pandemia ha definitivamente lasciato emergere”. 

Raffaella Stella

©2016  M74SOLUTION Srl - P.IVA 07872240721 - PRIVACY POLICY

Sede Operativa Via Nicolai, 16 - Bari | ArchiMake

ADV StudioARTESIA.it

Log in with your credentials

Forgot your details?