Gestione aziendale della maternità

Perché è importante parlarne

 La gestione aziendale della maternità è un argomento spesso considerato tabù sia dalle aziende che dalle lavoratrici che decidono di avere un figlio. Ma è fondamentale parlare di maternità in azienda e soprattutto imparare a gestirla, anche attraverso interventi di esperti. Si ottengono numerosi vantaggi da entrambe le parti, riducendo le conseguenze negative di una o più maternità non gestite a dovere.

Work-Life-BalanceLa maternità è ritenuta erroneamente un fatto privato, invece impatta molto sull’organizzazione e programmare l’assenza mantenendo la comunicazione tra impresa e madre-lavoratrice aiuta notevolmente a ridimensionare l’impatto. È ritenuta un costo, ma è dimostrato che il reale costo non è tanto economico quanto organizzativo. Si pensa, inoltre, che sia impossibile conciliare i tempi dell’azienda con quelli della mamma: anche questo non è più un ostacolo insormontabile, alla luce della maggiore flessibilità oraria già presente nella maggior parte delle imprese e dei cambiamenti recenti nella normativa sui congedi, che agevolano la conciliazione.

I reali problemi da superare nella gestione della maternità riguardano: l’affaticamento organizzativo di cui soffrono le aziende (sia le PMI, dove l’assenza delle risorse umane crea non poche complicazioni, sia nelle grandi imprese, dove le maternità possono essere contemporanee e numerose); i pregiudizi e gli stereotipi, a volte basati su singole esperienze negative.

Come parlare allora di maternità in azienda? Innanzitutto occorre far emergere il bisogno, analizzare le esigenze specifiche (solo entrando nel dettaglio si può affrontare la situazione potenzialmente problematica) e progettare soluzioni ad hoc. Infatti, non esiste una ricetta che vale per tutte, ma ogni lavoratrice e ogni organizzazione hanno le proprie caratteristiche ed esigenze.

Quali sono i costi della non gestione? L’assenza non pianificata costa: straordinari dei colleghi, un aggravio per l’amministrazione, sostituzioni frettolose e intoppi nella normale attività. Allo stesso modo, la non pianificazione del rientro dal congedo costa: incertezza sulle risorse disponibili, sui tempi e su ruoli e compiti.

Quando invece la maternità è gestita e pianificata ci sono diversi vantaggi sia in termini economici, sia in termini sociali e relazionali: si riducono le assenze per carichi di cura (-1350 € per dipendente all’anno), si riduce la lunghezza del congedo (-1200 € per dipendente) e aumentano le ore lavorate (+5%); la gravidanza viene comunicata presto ed è un evento positivo; l’assenza è programmata, con la garanzia del passaggio di consegne a risorse ben selezionate per l’occasione; le reciproche aspettative ed esigenze sono chiarite e analizzate e il rapporto mamma-azienda non viene interrotto, concordando i tempi di rientro e le modalità di interazione prima, durante e dopo il congedo; vengono condivise le eventuali modifiche di ruolo e orari.

Ci sono diversi esempi di buona e produttiva gestione della maternità nelle imprese italiane. Occorre, quindi, passare dalla rivendicazione al dialogo e dal conflitto alla .

Autore: Nadia Spaonara

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