Leadership e abbondanza generativa

Delegare e favorire la crescita delle risorse umane rappresenta una criticità ancora oggi molto sofferta.

“Se non ci sono io è un problema, i clienti cercano me, si fidano solo di me. Nonostante la mia veneranda età, non posso lasciare l’attività, perché sono l’unico punto di riferimento per le risorse umane e per i clienti e fornitori.”

Titolari di attività, manager, responsabili di team

Delegare efficacemente è il primo obiettivo sfidante della piccola impresa nel salto di qualità. Eppure, il vero leader si riconosce dal suo team e dalla crescita delle persone intorno a lui/lei, che talvolta esprimono anche meglio di lui/lei passione, competenza e motivazione.

La leadership generativa ha come scopo principale la crescita e la felicità delle risorse umane

Così come non è possibile far crescere una pianta in un terreno ricco di altre specie che rischiano di soffocarla, allo stesso modo per motivare le persone, è necessario, creare loro il giusto spazio, fisico e mentale, per crescere e acquisire più fiducia a in se stesse, quale prospettiva di evoluzione futura.

Spesso, al contrario è possibile rilevare la paura dell’eccessiva crescita delle persone dell’azienda, che oltre a causare invidia tra pari (se la crescita non è ben gestita per tutti), è fonte di timore per i responsabili. Talvolta avvertita come minaccia di concorrenza interna per se stessi e per la propria immagine (da performer in prima linea), o come possibilità di perdita di risorse che possono decidere di mettersi in proprio, portandosi via una fetta del portfolio.

Siamo proprio sicuri che le risorse umane non siano in grado di sostituirci, che non abbiano voglia e ambizione di crescere e diventare indipendenti? Siamo sicuri, inoltre, che la crescita delle risorse umane sia sempre una minaccia da temere?

Cosa potrebbe accadere se l’azienda fosse in mano a tanti “mini leader”?

Se infatti, la selezione in ingresso ha rilevato che le risorse hanno un profilo dipendente, pur crescendo e potendo desiderare un avanzamento di carriera e di inquadramento e responsabilità, non avranno probabilmente l’ambizione di abbandonare la nave per farsi il loro equipaggio. E qualora la loro mission personale e lavorativa dovesse modificarsi nel tempo, saranno comunque dei potenziali fornitori, probabilmente dei partner, oltre che efficaci competitor con cui misurarsi, sempre che la relazione professionale sia stata fondata sulla stima e alimentata dal rispetto reciproco.

Certe evoluzioni sono ineluttabili, oltre che auspicabili e, tuttavia, non possono costituire un freno o un ostacolo al bisogno intrinseco di crescita e di contributo, che ogni lavoratore cova in sé. In realtà la crescita e la competenza del team non adombra il suo leader, anzi, offre uno specchio limpido della sua capacità.

“Coltivare il seme dell’abbondanza generativa in un’organizzazione evoluta, significa sorprendersi dei risultati raggiunti dal team, che superano sia le proprie aspettative che se stessi. Un leader efficace si riconosce dal suo team.”

Emanuela Megli

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